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Diritti dei fanciulli tra Roma e Milano e la Convenzione di New York

 

Roma, 12 gennaio 2008.

 

In questi primi giorni di gennaio 2008 è venuto alla luce un grave contrasto tra Roma e Milano in materia di accesso alla scuola.

 

L’ACO, Associazione Culturale Okeanos, che ha tra i suoi valori fondanti quelli richiamati dalla Convenzione di New York del 1989 sui diritti del fanciullo, non puo’ non occuparsi della vicenda.

 

E se ne occupa in un modo chiaro esponendo il fatto e i documenti e invitando chi di dovere a decidere in modo coerente a quanto stabilito nella Convenzione di New York del 1989 che, all’articolo 3, prescrive:

 

In tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente”.

 

Non ci sono commenti o opinioni da esprimere perche’ in claris non fit interpretatio.

 

Ecco cosa risulta nel sito Web del Ministero della Pubblica Istruzione e nel sito web del Comune di Milano:

 

ATTO PRIMO dal sito del Ministero della Pubblica Istruzione

Scuole infanzia Milano, Ministero diffida il Comune:
ripristinare regole o si revocheranno parità e contributi statali
Il Ministro della Pubblica IstruzioneFioroni: diritto all'istruzione è bene fondamentale e prescinde dalle colpe dei padri e dallo stato di povertà

Roma, 9 gennaio 2008

Il direttore scolastico regionale per la Lombardia Anna Maria Dominici, d'intesa con il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, ha diffidato il Comune di Milano al ripristino, entro 10 giorni, del rispetto delle norme relative all'iscrizione alle scuole dell'infanzia dei bambini extracomunitari privi di permesso di soggiorno. Allo stesso modo potranno essere accolti solo i bambini che compiranno 3 anni entro il 31 dicembre 2008 o al massimo entro il 31 gennaio 2009 in presenza di disponibilità di posti. Peraltro i bambini che compiranno i 3 anni dopo tali date, e che il Comune avrebbe voluto iscrivere, potranno essere accolti nelle nuove e numerose sezioni primavera per le quali il Comune di Milano ha già avuto autorizzazioni e risorse dal Ministero.
La diffida impegna inoltre il Comune, in base ai vincoli della legge sulla parità, a garantire il diritto all'iscrizione a tutti i bambini in qualsiasi condizione si trovino, compresa la situazione di morosità delle famiglie per i pagamenti scolastici.
Il Comune di Milano, in quanto Ente Gestore di scuole non statali paritarie è infatti tenuto a rispettare gli ordinamenti del Sistema Nazionale di Istruzione e i provvedimenti vigenti anche in materia di iscrizione degli alunni.
La diffida inviata dal Ministero prevede che se entro dieci giorni il Comune non ristabilirà il rispetto delle norme, l'Ufficio scolastico regionale sospenderà la parità concessa e l'erogazione di ogni contributo statale.
"Il diritto all'istruzione - ha commentato il ministro Giuseppe Fioroni - è uno dei diritti fondamentali dell'uomo. Impedirne la fruizione significa ledere la dignità della persona umana. Non possono esistere deroghe a questa fruizione né per le colpe dei padri né per lo stato di povertà. L'intero assetto legislativo, fino ad oggi e a prescindere dai colori politici dei governi, non ha mai messo in discussione il fatto che un bambino che vive sul nostro territorio abbia diritto ad essere istruito e curato e questo indipendentemente dalle condizioni sociali ed economiche della famiglia".

 

Foto del Vice Ministro Mariangela Bastico

Bastico: inaccettabile e illegittima è la logica di colpire
i figli per punire i padri. A Mantovano forse sfuggito DPR 394 del 1999

Dichiarazione del viceministro Mariangela Bastico Roma, 9 gennaio 2008 “Nessun atto arbitrario da parte del Ministero: Mantovano dovrebbe leggere in maniera più completa le norme che pure cita”. È quanto dichiara il viceministro della Pubblica Istruzione Mariangela Bastico in risposta alle osservazioni di Alfredo Mantovano al quale cita il testo dell’art. 45 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 394 del 31 agosto 1999 che dà attuazione al testo unico sull’immigrazione a cui fa riferimento lo stesso senatore:

“i minori stranieri presenti sul territorio nazionale hanno diritto all'istruzione indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani. Essi sono soggetti all'obbligo scolastico secondo le disposizioni vigenti in materia. L'iscrizione dei minori stranieri nelle scuole italiane di ogni ordine e grado avviene nei modi e alle condizioni previsti per i minori italiani”.

“La norma – prosegue Bastico – non lascia spazio a dubbi. Del resto la stessa logica di colpire i figli per punire i padri viene applicata dal comune di Milano sia agli stranieri i cui genitori sono irregolari sia agli italiani i cui genitori siano morosi per le spese scolastiche. È una logica evidentemente inaccettabile e, come dimostra la norma appena citata, illegittima. A maggior ragione quando si scarica su un diritto fondamentale qual è quello all’istruzione”.

 

 

 

ATTO SECONDO da sito del Comune di Milano

Scuola d'infanzia

Moioli: "Milano accoglie nella legalità"

L'assessore risponde alla diffida del Ministero dell'Istruzione ricevuta oggi relativa alla circolare sulle iscrizioni emanata lo scorso 17 dicembre

L'assessore Mariolina Moioli

"Abbiamo ricevuto oggi, a firma del Direttore Generale Anna Maria Dominici, una diffida relativa alla circolare sulle iscrizioni per la scuola dell’infanzia comunale emanata lo scorso 17 dicembre” ha dichiarato Mariolina Moioli, assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche sociali.

"Per serietà e per rispetto delle istituzioni – ha proseguito l’assessore Moioli – riteniamo necessario fare gli opportuni approfondimenti, con particolare attenzione agli aspetti di carattere normativo e giuridico. Fatta la dovuta istruttoria, comunicheremo le nostre valutazioni e decisioni al Ministero, e solo successivamente le renderemo pubbliche".

"Spiace – ha continuato l’assessore alla Scuola – che lo stesso stile, responsabile e serio, non abbia caratterizzato il comportamento del Ministro. Milano è una Città che si contraddistingue per l’accoglienza nella legalità e per la sua capacità di farsi carico del bisogno sociale ed educativo. In particolare, le 170 scuole dell’infanzia del Comune di Milano accolgono gratuitamente 22mila bambini. Per 8mila di loro è gratuita anche la refezione scolastica, per gli altri è richiesto un contributo minimo in base al reddito”.
“Nel complesso, il Comune di Milano, per le sue scuole dell’infanzia, spende oltre 100 milioni di euro all’anno, il Ministero contribuisce per circa 8 milioni. Ora il Ministro minaccia di levare questo contributo togliendo il riconoscimento della parità alle scuole comunali”.
“Ci sono stati concessi da oggi 10 giorni di tempo per rispondere a questa diffida - ha concluso l’assessore Moioli –. Certamente è nostra ferma intenzione continuare ad agire ed amministrare nel rispetto della legalità".

 

 

ATTO TERZO dal sito del Comune di Milano:

20.01.2008

Scuole dell'infanzia

Accoglienza nella legalità

Alla luce di un quadro normativo che appare confuso, si fa sempre più forte la necessità di regole chiare e certe. Intanto il Comune di Milano garantisce una concreta integrazione dei minori stranieri e delle loro famiglie

È stata trasmessa dalla Direzione Centrale Famiglia, Scuola e Politiche sociali la risposta alle diffide inviate lo scorso 9 gennaio dall’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia.

Il Comune di Milano, nella risposta, evidenzia che l’intera vicenda si sviluppa in un quadro normativo troppo confuso, di difficile interpretazione, che richiede un’attenta analisi da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia a causa di una serie di norme che, in più punti, evidenziano incoerenze e contraddizioni. Servono regole chiare e certe.

Un’applicazione priva di tale approfondimento non può quindi essere legittimamente imposta a un Comune, come quello di Milano, che garantisce una concreta integrazione dei minori stranieri e delle loro famiglie.
Le diffide imporrebbero al Comune comportamenti non coerenti con la complessità del sistema normativo, pena la revoca da parte dello Stato della parità scolastica e del contributo di 8 milioni di euro (a fronte di una spesa complessiva di 100 milioni, che il Comune di Milano prevede nel proprio bilancio, grazie ai tributi dei milanesi).
La sospensione del contributo statale, però, sottolinea il Comune di Milano, ridurrebbe i posti disponibili nelle scuole comunali, riduzione a cui sarebbero chiamate a far fronte le scuole dell’infanzia statali (oggi 22 a fronte delle 170 comunali).

Il Comune di Milano ribadisce il principio di accoglienza nella legalità. Si ricorda che la circolare comunale di quest’anno non differisce da quella dell’anno scorso se non per l’introduzione dell’iscrizione on-line.
Nelle diffide non è stata valutata con attenzione la distinzione che viene fatta nella circolare comunale tra iscrizione e accoglienza nelle scuole dell’infanzia.
La prima, l’iscrizione, secondo quanto si legge nella circolare, è finalizzata alla formazione della graduatoria seguendo regole predefinite.
La seconda, l’accoglienza, invece, tiene conto dello stato di svantaggio del bambino – dovuto anche alla condizione di clandestinità del genitore – e lo inserisce nella scuola attraverso un percorso personalizzato.
In questo caso l’accoglienza avviene attraverso l’intervento dei Servizi sociali. Come provano i 350 bambini, figli di immigrati irregolari, che frequentano normalmente le scuole dell’infanzia. Ciò sempre nel rispetto del principio di accoglienza nella legalità.

Il Comune di Milano accoglie infatti indistintamente e gratuitamente nelle sue 170 scuole dell’infanzia i bambini, sia comunitari che extracomunitari, residenti nel territorio cittadino. Dei 7.000 bambini immigrati, di età compresa tra i 3 e i 6 anni che vivono in città, circa 5.000 frequentano le scuole dell’infanzia comunali.

Nella risposta è stato anche chiarito che il Comune di Milano ha recepito il nuovo termine fissato nella circolare ministeriale che limita l’iscrizione alle scuole dell’infanzia ai bambini nati entro il 31 gennaio 2006.
La circolare comunale, oggetto delle diffide, emanata prima di quella del Ministero, prevedeva invece l’iscrizione alle scuole dell’infanzia anche dei bambini nati entro il 30 aprile 2006. Il Comune di Milano, che in questo modo avrebbe potuto accogliere un maggior numero di bambini presso le sue strutture, ha preso atto della circolare ministeriale e provvederà ad iscrivere nella scuola dell’infanzia solo i bambini che compiranno i tre anni entro il 31 gennaio.
I bambini nati successivamente a questa data, saranno inseriti nelle sezioni Primavera (18 già funzionanti da quest’anno).

Per i casi di morosità nel pagamento della mensa, il Comune ha chiarito che tale riserva era contenuta anche nelle precedenti circolari. Quest’anno è stata, anzi, resa più flessibile e in tutti i casi non ostacolerà l’accoglienza del bambino.

A conclusione della risposta, il Comune di Milano afferma che i propri comportamenti rispondono alla Convenzione sui Diritti del Fanciullo di New York, in quanto assicura “provvedimenti appropriati affinché il fanciullo sia effettivamente tutelato contro ogni forma di discriminazione o sanzione motivate dalla condizione sociale”.

(20/01/2008)

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ATTO QUARTO dal sito del Ministero della Pubblica Istruzione:

 

21.01.207

 

Ufficio Stampa

Scuola Milano,

Ministero avvia procedimento di revoca parità a partire da anno scolastico 2008/2009 (anno cui fa riferimento circolare Milano)

Resta irrisolto contrasto con disposizioni di legge su bambini figli di immigrati irregolari che resta “illegittimo atto discriminatorio”.

Procedimento sarà interrotto in caso di adeguamenti richiesti Roma, 21 gennaio 2008

 

Pur prendendo atto della determinazione del Comune di Milano a modificare il contenuto della circolare sulle iscrizioni alle scuole dell’infanzia nella parte relativa agli anticipi di età, ma rimanendo inalterata la parte in cui condiziona il diritto a produrre la domanda di iscrizione alla presentazione del permesso di soggiorno entro il 29 febbraio 2008, resta irrisolto “il contrasto con principi internazionali, comunitari e disposizioni legislative e regolamentari, nonché con gli stessi articoli 2, 10 e 34 della Costituzione”. E’ quanto si legge nella nota inviata dal direttore scolastico regionale per la Lombardia al Comune di Milano.

La nota elenca poi i principi di derivazione internazionale e comunitaria recepiti dal nostro ordinamento sui quali permane il contrasto: la convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, che, all’art. 26, afferma che “ogni individuo ha diritto all’istruzione”; la convenzione internazionale sui diritti del fanciullo, che all’articolo 28, fa riferimento alla tutela del pieno esercizio del diritto alla educazione; la recentissima risoluzione 16 gennaio u.s. n. 2007/2093-IN, con la quale il Parlamento Europeo, al punto 33, ha riaffermato che “il diritto all’istruzione ed alla formazione è un diritto sociale fondamentale e invita tutti gli Stati membri e i Paesi candidati a garantire tale diritto a prescindere dall’origine sociale ed etnica e dalla situazione fisica o giuridica del bambino o dei suoi genitori.”

Questi principi sono stati recepiti dal nostro ordinamento in particolare:

“E’ pertanto incontrovertibile – si legge nella nota - che costituisce illegittimo atto discriminatorio e violativo dell’ordinamento, fare riferimento in via generale alla situazione della mancanza del permesso di soggiorno per negare la possibilità di presentare la domanda di iscrizione a chi ne faccia richiesta” o anche solo per stabilire la sua priorità rispetto alla generalità degli altri aspiranti. Gli eventuali criteri di priorità e di selezione “non possono dunque riferirsi a tali situazioni di fatto e di diritto, come invece disposto con la circolare”.

Per questi motivi il Direttore scolastico regionale per la Lombardia, Annamaria Dominici, in coerenza con l’indirizzo del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, ha avviato il procedimento di revoca della parità a decorrere dall’anno scolastico 2008/2009 (anno cui fa riferimento la circolare del Comune) per le scuole dell’infanzia del Comune di Milano. Il procedimento verrà ovviamente interrotto se l’Amministrazione, anche sulla base degli ulteriori elementi contenuti nella nota di oggi, provvederà ad adeguare la circolare n. 20/2007 al rispetto della normativa vigente.

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