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Valutazione della scuola

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Roma 5 luglio 2007.

Sulla valutazione della Scuola, si riporta qui di seguito l’intervento del Ministro Fioroni nella Conferenza stampa del 5 luglio 2007 in cui e’ stata presentata la direttiva all’INVALSI (Istituto Nazionale di Valutazione del Servizio Scolastico).

Si riportano anche i link riguardanti:

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Prospetti

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Scheda informativa sull'Invalsi

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Valutazione apprendimenti - scheda risultati

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Servizio Nazionale di Valutazione - rilevazione 2006-07

 

http://www.invalsi.it/download/DIRETTIVA_ANNUALE_2007.doc

 

Direttiva INVALSI 2007-2008

Intervento del ministro Giuseppe Fioroni

 

Roma, 5 luglio 2007

La direttiva all'Invalsi che presentiamo oggi prosegue la costruzione, avviata lo scorso anno, di un sistema di valutazione della scuola italiana da lungo tempo invocato prima di tutti dalle scuole stesse. Il percorso che stiamo seguendo e' pluriennale e prevede il progressivo, graduale e condiviso avvicinamento verso un modello di valutazione del sistema scolastico che risponda a diverse esigenze:

  • Offrire alle singole scuole uno strumento di diagnosi del proprio lavoro per migliorare l'efficacia della propria azione didattica ed educativa;
  • dare a chi governa il sistema scolastico un punto di riferimento per allocare meglio la spesa dell'istruzione, per alimentare di contenuti misurabili e verificabili le scelte, le azioni, il percorso dei docenti, dei dirigenti scolastici e di tutto il personale
  • offrire all'intera collettivita' nazionale, ed in primo luogo alle famiglie, un momento di verifica dell'operato di una funzione cruciale quale l'istruzione delle nuove generazioni.

Un modello di servizio nazionale di valutazione che risponda a queste necessità si deve basare su alcune caratteristiche fondamentali quali:

  • la sua natura censuaria,
  • un suo disegno finalizzato alla misurazione del valore aggiunto prodotto dalle singole scuole in termini di miglioramento dei livelli di apprendimento degli studenti,
  • la rilevazione del contesto sociale in cui le scuole sono inserite,
  • la rilevazione delle caratteristiche socio-demografiche degli alunni,
  • la rilevazione delle modalità e dell'efficacia con cui è svolto il servizio da parte delle scuole.


I) I primi dati della rilevazione degli apprendimenti 2006-2007

  1. I primi dati della rilevazione degli apprendimenti fatti quest'anno ci confortano nella strada che abbiamo intrapreso. Lo scorso anno abbiamo deciso di bloccare la rilevazione censuaria degli apprendimenti degli studenti per le molte perplessità che quella rilevazione aveva suscitato: i risultati dell'indagine della scuola primaria restituivano una scuola del Sud che andava molto meglio di quella del Nord (secondo la rilevazione del 2005- 2006 i ragazzi del Sud avrebbero livelli di apprendimento superiori a quelli del nord nell'ordine di oltre il 10 per cento), una realtà territoriale in palese contrasto con la percezione collettiva e con le risultanze delle indagini internazionali PIRLS e TIMSS . Questi risultati facevano sorgere alcune domande. Ci si può fidare di questi risultatati? Sono davvero affidabili? Si può mettere in circolo una informazione sulla cui qualità ci sono molti dubbi? E' vero che questi risultati derivano dalla preoccupazione di alcune scuole sugli esiti di una valutazione le cui finalità non sono state ben comunicate inducendo gli insegnanti ad "aiutare" gli studenti nei test? Avremmo avuto risultati diversi se la vigilanza durante le prove fosse stata affidata ad insegnati di scuole diverse da quelle testate?
  2. Per rispondere a queste domande nell'anno scolastico appena concluso abbiamo deciso di attuare una rilevazione campionaria con somministratori esterni. Abbiamo cioè fermato la macchina per fare i necessari controlli. Abbiamo fatto bene a interrompere? Che cosa ci dice la rilevazione campionaria eseguita quest'anno con somministratori esterni? I risultati li avete nella cartellina. Ve ne indico solo alcuni:

 

A.     Secondo i risultati della rilevazione censuaria del 2005/2006 nei test di italiano nella seconda elementare i ragazzi del Nord avevano un punteggio inferiore a quelli del Sud di oltre 11 punti percentuali. Per matematica la differenza era di 10,7 punti , e per scienze di 8,5 punti percentuali sempre a discapito del Nord.

B.     Per la quarta elementare i risultati dei test di matematica indicavano addirittura che i punteggi del Nord erano di circa il 20 per cento inferiori a quelli del Sud, per l'Italiano del 9,7 per cento, e per scienze del 6,4 per cento. sempre a favore del mezzogiorno.

 

  1. Francamente è difficile credere a questi numeri anche perché le indagini internazionali eseguite sulla 4 elementare indicano risultati del tutto diversi.

A.     L'Indagine PIRLS eseguita nel 2002 sui ragazzi di 9-10 anni, cioè in quarta elementare, ci dicono che per quanto riguarda la capacità di lettura e di comprensione dei testi c'è una differenza a favore del nord di circa 5,6 punti percentuali.

B.     Il test TIMMS somministrato ai ragazzi di IV nel 2003 indica una migliore performance dei ragazzi del Nord di 3,2 punti percentuali in matematica e di circa il 3,6 punti percentuali in scienze.


Come è possibile che ci siano indicazioni tanto diverse? Non è corretto prendere le medie come numeri assoluti. Ogni statistica ha un errore standard associato, ma differenze così alte non possono essere attribuite a variabilità statistica.

  1. Che cosa dicono i dati dell'indagine campionaria del 2006/2007 in cui i somministratori erano esterni ?

A.     Per la 2 elementare dicono che in Italiano i ragazzi del nord hanno un punteggio superiore del 2,8 per cento rispetto a quelli del sud. Per matematica e scienze i livelli sono sostanzialmente analoghi.

B.     Per la IV elementare i dati indicano un vantaggio degli studenti del Nord del 5 per cento in italiano, ed una sostanziale uniformità per matematica e scienze.

C.     Quali sono i numeri giusti? I dati dell'ultima indagine sono più affidabili per due ragioni. Primo, sono più simili a quelli fornite dalle indagini internazionali , come risulta dai grafici 1 , 2 e 3. Secondo: sono più coerenti con la nostra percezione di una scuola del sud più in difficoltà soprattutto per le situazioni di contesto (basti pensare ai dati sulla dispersione scolastica).

D.     Per quanto riguarda i risultati della scuola secondaria di primo e secondo grado i dati confermano che esiste un divario tra il nord e il sud del paese e che questo cresce nei gradi superiori. La buona notizia è che questo divario sembra essere meno marcato di quello che ci indicano le indagini internazionali e in particolare PISA. Crediamo che questa differenza sia dovuta al fatto che quando le indagini si concentrano su quello che la scuola effettivamente fa, cioè lavorare all'apprendimento dei ragazzi, le differenze tra aree sono meno marcate. Il divario nelle competenze misurate da PISA riflette anche quello che i ragazzi apprendono dal contesto in cui sono inseriti. In questo le scuole del sud sono più svantaggiate.

 

II) La nuova direttiva 2007.2008

La credibilità della rilevazione degli apprendimenti non è data dal fatto che ci sia un carabiniere a sorvegliare. Occorre la collaborazione delle scuole. Il somministratore esterno è un segnale di serietà ; la valutazione degli apprendimenti si fa con le scuole e non contro le scuole, cioè con la collaborazione degli insegnanti e non contro gli insegnanti. A questo si deve accompagnare, come è già stato fatto quest'anno una rilevazione dei dati di contesto e delle condizioni socio- culturali degli studenti sulla base delle quali leggere i dati sugli apprendimenti. Entro l'autunno l'Invalsi diffonderà i risultati di questa analisi di lettura critica e più completa .

Per questo all'interno della direttiva emanata per l'anno scolastico 2007-2008 ci sono alcuni forti segnali di questo spirito di collaborazione con le scuole;

  1. "La somministrazione delle prove, per ciascun ciclo scolastico, dovrà essere effettuata mediante rilevatori esterni, preferibilmente insegnanti di altre scuole adeguatamente formati".
  2. per dare concreta attuazione all'idea che la valutazione sia uno strumento utile alle scuole e condiviso da insegnanti e dirigenti scolastici occorre creare in ogni scuola delle figure di riferimento per la valutazione che siano il perno per impostare tutte le procedure relative alle valutazioni nazionali ed internazionali e per promuovere la riflessione con i propri colleghi sui dati delle indagini.
  3. Per dare alle scuole il senso che si lavora insieme si dice immediatamente dopo "I risultati della valutazione saranno messi a disposizione delle relative istituzioni scolastiche, rispettando il grado di scuola e i criteri di rappresentatività del campione, anche per favorire i processi di autoanalisi e autovalutazione di istituto"
  4. D. Ulteriore segnale di attenzione alle istituzioni scolastiche sta nel fatto che si fa espressa previsione di evitare la "molestia statistica" alle scuole. I dirigenti scolastici e i loro staff devono occupare il tempo pensando a come migliorare la scuola non a riempire fogli statistiche che chiedono informazioni già mille volte fornite o impossibile da reperire. Chiediamo all'INVALSI di invertire la logica. Occorre compiere una ricognizione su tutte le fonti di dati raccolti a qualsiasi titolo per predisporre una serie di indicatori da fornire alle scuole per aiutarle nella programmazione della loro attività. Alle scuole vanno chieste solo le informazioni che attengono strettamente ai loro specifici processi e che non siano reperibili altrimenti.
  5. L'attenzione è incentrata non esclusivamente sulla rilevazione dei livelli degli apprendimenti per stilare improbabili classifiche, ma su dove la scuola vive e cosa fa concretamente fa. Rilevare i livelli di apprendimenti senza conoscere il contesto è operazione sterile perché non permette di decifrare il meccanismo attraverso cui le condizioni socio-economiche influenzano il livello di apprendimenti degli alunni. Se la scuola deve dare uguali opportunità a tutti dobbiamo sostenerla per contribuire a superare le difficoltà trasmesse ai ragazzi dall'ambiente di origine.

Questa collaborazione delle scuole è condizione prioritaria per poter arrivare ad una valutazione del valore aggiunto.

Abbiamo avuto prova che le scuole hanno recepito questo segnale di cambiamento e che si può dunque procedere ad un ulteriore passo modificando le classi sottoposte a rilevazione. A partire dal prossimo anno verranno valutati i ragazzi nei momenti di ingresso e di uscita dalle singole scuole, su base campionaria, nella prospettiva di passare già dall'anno scolastico 2008-2009 a quello censimentario. Le classi sottoposte a test di italiano, matematica e scienze, saranno la II e la V della scuola primaria, la I e la III della scuola secondaria di primo grado e la II e V della scuola secondaria di secondo grado (punto 2 della direttiva).

I nostri studenti sono abituati ad essere valutati sulla base di prove complesse come quelle presenti agli esami di stato finali. Per questo chiediamo all'Invalsi di proseguire il lavoro di valutazione dei livelli di apprendimenti utilizzando le prove svolte dagli studenti. Già da quest'anno, infatti, l'INVALSI ha chiesto alle 12.000 commissioni di inviare un elaborato di prima e di seconda prova estratto casualmente.

Quanto è stato detto fino ad ora costituisce il cuore della direttiva, che sorregge anche gli altri compiti affidati all'INVALSI:

  1. Definire un sistema di valutazione dei dirigenti scolastici che non può prescindere dal momento di valutazione della scuola
  2. Sostenere con un' opportuna azione di valutazione lo sforzo delle scuole meridionali di innalzare il livello di apprendimento degli studenti e ridurre la dispersione scolastica mettendo a frutto in modo efficace i 3. 7 miliardi di euro che arriveranno alle istituzioni scolastiche delle regioni tramite il PON nei prossimi 7 anni.
  3. L'adesione a tutte le indagini internazionali che rimangono un importante ancora di paragone con il resto del mondo

Tutte le azioni che abbiamo annunciato devono essere ovviamente supportate dalle più avanzate metodiche, utilizzando collaborazioni con Enti ed istituti di ricerca nazionali ed internazionali e proseguendo nell'opera di stabilizzazione e consolidamento dell'ente dal punto di vista dell'organico. Il recente accordo siglato con tutte le parti sindacali del comparto ricerca per trasformare il personale comandato in personale dipendente dall'INVALSI è un importante punto di partenza.

Giuseppe Fioroni
Ministro della Pubblica Istruzione

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Scheda informativa sull'Invalsi

 

 

 

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Valutazione apprendimenti - scheda risultati

 

 

 

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Servizio Nazionale di Valutazione - rilevazione 2006-07

 

 

 

L’INVALSI

L’INVALSI è l’Ente di ricerca con personalità giuridica di diritto pubblico che ha raccolto l’eredità del Centro Europeo

dell’Educazione (CEDE) e che è stato riordinato nel 1999 (D.lgs. n. 258) e nel 2004 (D.lgs. n. 286) assumendo la

denominazione di "Istituto Nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione

(INVALSI)". Con la legge n. 296/2006 e la legge n. 1/2007 l’Istituto è stato potenziato per quanto riguarda la

qualificazione scientifica e l’autonomia amministrativa ed è stato chiamato a svolgere nuovi compiti in materia di

sistema di valutazione dei dirigenti scolastici e in materia di esami di Stato nonché di valutazione dei livelli di

apprendimento degli studenti a conclusione dei percorsi dell’istruzione secondaria superiore.

 

L’Intesa Governo – Sindacati del 27 Giugno 2007 “per un'azione pubblica a sostegno della conoscenza” ha posto

l’obiettivo, riconosciuto prioritario, di migliorare i livelli di qualità, efficienza, efficacia ed equità del sistema pubblico

di istruzione, formazione, università, ricerca, accademie e conservatori. Il documento pone in particolare evidenza la

funzione dell’INVALSI nel contesto dell’impegno rivolto alla realizzazione di un sistema nazionale di valutazione

esterno e autonomo che individui strumenti e metodi di misurazione dei livelli di apprendimento raggiunti dagli alunni,

sostenga e orienti le istituzioni scolastiche nel miglioramento dell'efficacia della propria azione didattica ed educativa,

costituisca un punto di riferimento per allocare in modo appropriato la spesa dell'istruzione.

 

In base alla normativa vigente l'Istituto:

effettua verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità complessiva

dell'offerta formativa delle istituzioni di istruzione e di istruzione e formazione professionale, anche nel contesto

dell'apprendimento permanente; in particolare gestisce il Sistema Nazionale di Valutazione (SNV);

studia le cause dell'insuccesso e della dispersione scolastica con riferimento al contesto sociale ed alle tipologie

dell'offerta formativa;

provvede, sulla base di apposite direttive impartite dal Ministro della Pubblica Istruzione, alla predisposizione di

modelli da porre a disposizione delle autonomie scolastiche ai fini della elaborazione della terza prova degli

esami di Stato;

provvede alla valutazione dei livelli di apprendimento degli studenti a conclusione dei percorsi dell’istruzione

secondaria superiore, utilizzando le prove scritte degli esami di Stato secondo criteri e modalità coerenti con

quelli applicati a livello internazionale per garantirne la compatibilità;

assicura la partecipazione italiana a progetti di ricerca europea e internazionale in campo valutativo,

rappresentando il Paese negli organismi competenti;

fornisce supporto e assistenza tecnica all'amministrazione scolastica, alle regioni, agli enti territoriali, e alle

singole istituzioni scolastiche e formative per la realizzazione di autonome iniziative di monitoraggio,

valutazione e autovalutazione;

svolge attività di formazione del personale docente e dirigente della scuola, connessa ai processi di valutazione e

di autovalutazione delle istituzioni scolastiche;

svolge attività di ricerca, sia su propria iniziativa che su mandato di enti pubblici e privati.

 

L'Istituto è soggetto alla vigilanza del Ministero della Pubblica Istruzione che individua le priorità strategiche delle quali

l'Istituto tiene conto per programmare la propria attività. La valutazione delle priorità tecnico-scientifiche è riservata

all'Istituto che pubblica ogni anno un rapporto sull'attività svolta.

 

IL PON E IL RUOLO DELL’INVALSI

Con riferimento agli obiettivi strategici di servizio descritti nel Quadro Strategico Nazionale (QSN) - documento che individua le

strategie nazionali per lo sviluppo, la competitività e la coesione sociale - e in conformità con i benchmark indicati dal Consiglio dei

Ministri dell'Istruzione Europea a Bruxelles nel 2003, il PON – Programma Operativo Nazionale - si richiama a due indicatori. Il

primo riguarda la diminuzione degli abbandoni scolastici precoci e conseguente aumento del tasso di scolarizzazione per la scuola

secondaria superiore, misurato con l’indicatore relativo alla percentuale di giovani (età 18-24 anni), con titolo di studio inferiore al

diploma di scuola secondaria superiore e che non partecipa ad altre attività formative. Il secondo concerne il livello delle

competenze degli studenti, misurato con una diminuzione della percentuale di studenti 15-enni con un livello basso di competenza

nell’area della lettura e della matematica e con un incremento della percentuale di studenti 15-enni che si attestano su livelli alti di

competenze.

l’INVALSI riveste un ruolo di supporto nel processo di valutazione e monitoraggio del PON sia nella fase di avvio della

programmazione che nella fase di attuazione con la predisposizione del Questionario di Sistema, con la la realizzazione di uno

strumento che consenta alle scuole di effettuare un’attività diagnostica atta a favorire una futura progettazione più mirata alle realtà

locali e in funzione dello sviluppo dell’autonomia scolastica, con la rilevazione dei risultati delle scuole attraverso indicatori di

incremento della qualità del servizio misurabili e comparabili a livello europeo attraverso il riferimento alle modalità di verifica

previste per il piano OCSE-PISA, con la predisposizione di strumenti per ulteriori azioni di monitoraggio e di supporto ai processi

formativi per l’autovalutazione delle scuole.

 

PROGETTI DI RICERCA EUROPEI E INTERNAZIONALI

L’INVALSI partecipa ai seguenti progetti di ricerca europei e internazionali in campo valutativo:

Progetto OCSE PISA 2006 (Programme for International Student Assessment), la cui finalità è di accertare le competenze dei

quindicenni scolarizzati. Il PISA copre tre ambiti di literacy: lettura, matematica e scienze e ha una periodicità triennale e

un’area principale di contenuti in ciascun ciclo. Infatti la ricerca ha investigato le competenze dei quindicenni nella lettura nel

PISA 2000, nella matematica nel PISA 2003 e investiga le competenze nelle scienze nel PISA 2006;

Progetto OCSE PISA 2009 (Programme for International Student Assessment), rappresenta il nuovo ciclo PISA che prevede il

main study nel 2009 centrato sulle competenze nella lettura dei quindicenni;

ENSI 2007 (Environment and Schools Initiatives), partecipazione alla rete internazionale di scuole sull’Educazione Ambientale

e sull’Educazione allo Sviluppo Sostenibile per la quale l’INVALSI ha costruito e costruisce strumenti di valutazione. Per tale

rete l’’INVALSI è il polo per l’Italia fin dal 1987 e mantiene aggiornato il sito ENSI come punto di riferimento per le scuole

italiane della rete;

IEA PIRLS 2006 (Progress in International Reading Literacy Study 2006), è un’indagine comparativa, promossa dalla IEA,

sulla comprensione della lettura dei bambini di nove anni. La ricerca ha il duplice obiettivo di valutare i livelli di comprensione

della lettura dei bambini di nove anni di tutti i paesi partecipanti e di comprendere quali fattori interni ed esterni alla scuola

influenzano la capacità di lettura e di comprensione del testo scritto. Prosecuzione dell’IEA PIRLS 2001, fa parte di un ampio

disegno longitudinale che mira a confrontare, nel tempo, tendenze e mutamenti nell’insegnamento della lettura;

IEA SITES 2006 (Second Information on Technology in Education Study 2006). Consiste in una valutazione comparativa

dell’uso delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione nell’Istruzione (ICT) nella scuola secondaria di I grado.

Prevede la rilevazione in campioni rappresentativi di scuole e di insegnanti di matematica e scienze della III secondaria di I

grado e la costruzione di indicatori in grado di descrivere la situazione relativa all’uso dell’ICT nella scuola secondaria di primo

grado;

IEA TEDS–M 2008 (Teacher Education and Development Study – Mathematics), promossa dalla IEA, è un’indagine

comparativa sulla prima formazione in matematica degli insegnanti della scuola primaria e dei docenti della scuola secondaria

di I grado;

IEA TIMSS 2007 (the Trend in International Mathematics and Science Study). È un’indagine periodica sugli apprendimenti

degli studenti al quarto e all’ottavo anno di scolarità (per l’Italia la IV classe della scuola primaria e la III classe della scuola

secondaria di I grado) in Matematica e Scienze per costruire lo stato dell’arte della valutazione in tali discipline e in tali livelli.

Nel 2006 il Coordinamento internazionale ha attivato anche il secondo ciclo di misurazione per l’ultimo anno della scuola

secondaria di II grado, solo per la matematica specialistica e per la fisica (TIMSS Advanced 2008) per il quale l’indagine

principale è prevista per il 2008;

IEA ICCS 2009 (International Civic and Citizenship Education Study), promossa dalla IEA, ha per obiettivo generale indagare

in che modo i giovani, in vari paesi del mondo, sono preparati per svolgere in modo attivo il proprio ruolo di cittadini;

CIDREE (Consortium of Institutions for Development and Research in Education in Europe), L’INVALSI partecipa alla

stesura dello Yearbook 2007 su “Education of children from 4 to 8 years of age”, con un contributo scritto e ad un gruppo di

ricerca composto da vari Paesi (Belgio, Austria, Inghilterra, Italia, ecc) per avviare una riflessione comune su questioni

connesse con il curricolo.