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Mediterraneo

 

Dedicare uno specifico spazio al Mediterraneo e’ una scelta precisa dell’ACO, Associazione culturale Okeanos. Ragioni storiche, politiche, economiche, culturali ed etiche richiamano la necessita’ di considerare di primaria importanza tutto cio’ che  si fa e si pensa intorno al Mediterraneo.

 

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21 Ottobre 2011. L’utopia del quinto comandamento. Articolo di Okeanos

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20 Giugno 2011. Ieri si parlava di “respingimenti” oggi è la giornata mondiale dei rifugiati. Una nota su facebook di Antonio Pileggi

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28 Marzo 2011. La legge del mare di Antonio Pileggi

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28 Marzo 2011. Il Piccolo Mosè di Anna Lombroso con nota di Antonio Pileggi sulla “legge” del mare

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20 dicembre 2007

Dichiarazione di Roma per l’Unione per il Mediterraneo di Francia, Italia e Spagna

 

“culla di cultura e civiltà” il Mediterraneo deve “riprendere il proprio ruolo di regione di pace, prosperità e tolleranza”. Questo e’ uno dei passaggi dell’incontro del 20 dicembre 2007 a Roma tra Prodi, Sarkozy e Zapatero. Se si considera che il processo di Barcellona del 1995 e’ quasi rimasto lettera morta, l’appuntamento romano del 20 dicembre 2007 tra Francia Spagna e Italia potrebbe costituire un’occasione da tenere presente anche perche’ ci sono impegni e date precisi. Sono impegni che lasciano sperare in una volonta’ politica foriera di buoni risultati.

A.P. 21.12.2007

 

ECCO IL TESTO DELLA DICHIARAZIONE in francese e in italiano:

 

in francese:

Appel de Rome pour l’Union pour la Méditerranée de la France, l’Italie et l’Espagne

(20 décembre 2007)

Convaincus du fait que la Méditerranée, creuset de culture et de civilisation, doit reprendre son rôle de zone de paix, de prospérité, de tolérance, le Président de la République Française, le Président du Conseil de Ministres de l’Italie et le Président du Gouvernement de l’Espagne se sont réunis à Rome le 20 décembre 2007 pour réfléchir ensemble aux lignes directrices du projet d’Union pour la Méditerranée. L’Union pour la Méditerranée aura pour vocation de réunir Europe et Afrique autour des pays riverains de la Méditerranée et d’instituer un partenariat sur un pied d’égalité entre les pays du pourtour méditerranéen.

La valeur ajoutée de l’Union pour la Méditerranée devrait résider d’abord dans l’élan politique qu’elle devrait donner à la coopération autour de la Méditerranée et à la mobilisation des sociétés civiles, des entreprises, des collectivités locales, des associations et des ONG.

L’Union pour la Méditerranée aura vocation à être le cœur et le moteur de la coopération en Méditerranée et pour la Méditerranée. Elle devrait viser à rendre plus claires et visibles les actions que les différentes institutions développent en faveur de la Méditerranée. L’Union devrait être fondée sur le principe de la coopération et non sur celui de l’intégration.

À cette fin, ils se sont mis d’accord pour inviter les chefs d’État et de Gouvernement des pays riverains de la Méditerranée à se réunir avec les pays de l’Union Européenne le 14 juillet à Paris pour définir leur vision commune. Ce sommet sera précédé d’une réunion des pays riverains le 13 juillet.

Il devrait fixer les principes et l’organisation de l’Union pour la Méditerranée avec pour objectif de mettre en œuvre une approche fondée sur des projets concrets et sur la reconnaissance d’une part de destinée commune entre tous les pays riverains et avec l’Union Européenne.

Dans les mois à venir et jusqu’au sommet, la France, l’Espagne et l’Italie, entameront les travaux préparatoires en étroite consultation avec les pays appelés à y participer. Ces travaux auront pour but d’identifier les domaines de coopération prioritaire, les projets les plus appropriés, l’étude de leur faisabilité et des sources de financement, d’envisager la liste des acteurs qui souhaiteraient s’engager dans chaque projet concret.

L’Union n’a pas vocation à se substituer aux procédures de coopération et de dialogue qui réunissent déjà les pays de la Méditerranée, mais à les compléter, et à leur donner une impulsion supplémentaire dans un esprit de complémentarité et de coopération avec toutes les institutions existantes.

Le Processus de Barcelone et la politique européenne de voisinage resteront, donc, centraux dans le partenariat entre l’Union Européenne dans son ensemble et ses partenaires de la Méditerranée. L’Union pour la Méditerranée n’interfèrera ni dans le processus de stabilisation et d’association pour les pays concernés, ni dans le processus de négociation en cours entre l’Union européenne et la Croatie, d’une part, entre l’Union européenne et la Turquie, d’autre part.

in italiano:

Dichiarazione di Roma per l’Unione per il Mediterraneo di Francia, Italia e Spagna

(20 dicembre 2007)

Convinti che il Mediterraneo, culla di cultura e civiltà, debba riprendere il proprio ruolo di regione di pace, prosperità e tolleranza, il Presidente della Repubblica francese, il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano e il Presidente del Governo spagnolo si sono riuniti a Roma il 20 dicembre 2007 per riflettere insieme sulle linee guida del progetto di Unione per il Mediterraneo. L’Unione per il Mediterraneo si propone di riunire l’Europa e l’Africa intorno ai paesi rivieraschi del Mediterraneo, nonché ad istituire un partenariato alla pari tra i paesi del bacino mediterraneo.

Il valore aggiunto dell’Unione per il Mediterraneo consisterà innanzitutto nell’impulso politico che saprà imprimere alla cooperazione mediterranea e alla mobilitazione delle società civili, delle imprese, degli enti locali, delle associazioni e delle ONG.

L’Unione per il Mediterraneo desidera essere il cuore e il motore della cooperazione nel Mediterraneo e per il Mediterraneo. Essa mira a rendere più chiare e visibili le azioni sviluppate dalle diverse istituzioni in favore del Mediterraneo. L’Unione sarà fondata sul principio della cooperazione e non su quello dell’integrazione.

A tal fine è stato convenuto di invitare i capi di Stato e di Governo dei paesi rivieraschi del Mediterraneo a riunirsi con i paesi dell’Unione Europea il 14 luglio a Parigi al fine di definire la loro visione comune. Questo vertice sarà preceduto da una riunione dei paesi rivieraschi il 13 luglio.

Esso definirà i principi e l’organizzazione dell’Unione per il Mediterraneo con l’obiettivo di attuare un approccio basato su progetti concreti e sul riconoscimento di una parte di destino comune tra tutti i paesi rivieraschi e l’Unione Europea.

Nei prossimi mesi e fino al vertice, Francia, Spagna ed Italia avvieranno i lavori preparatori in stretta consultazione con i paesi chiamati a parteciparvi, allo scopo di individuare gli ambiti di cooperazione prioritari, i progetti più adeguati, lo studio di fattibilità e le fonti di finanziamento, nonché di prevedere la lista degli attori disponibili ad impegnarsi in ciascuno dei progetti concreti.

L’Unione non intende sostituirsi alle procedure di cooperazione e di dialogo in cui già sono associati i paesi del Mediterraneo, bensì a completarli, imprimendo loro un ulteriore slancio in uno spirito di complementarietà e di cooperazione con tutte le istituzioni esistenti.

Il Processo di Barcellona e la politica europea di vicinato manterranno quindi la loro centralità in seno al partenariato tra l’Unione Europea ed i partner del Mediterraneo. L’Unione non interferirà né col processo di stabilizzazione e di associazione dei paesi interessati, né con il negoziato in corso tra l’Unione Europea e la Croazia da una parte, e tra l’Unione Europea e la Turchia dall’altra.

 

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Attività dell'Unione europea - Sintesi della legislazione

PAESI PARTNER DEL BACINO MEDITERRANEO >

Dichiarazione di Barcellona e partenariato euromediterraneo

La dichiarazione mira ad istituire un partenariato globale euromediterraneo al fine di trasformare il Mediterraneo in uno spazio comune di pace, di stabilità e di prosperità attraverso il rafforzamento del dialogo politico e sulla sicurezza, un partenariato economico e finanziario e un partenariato sociale, culturale ed umano.

ATTO

La Dichiarazione finale della Conferenza ministeriale euromediterranea di Barcellona del 27 e 28 novembre 1995 e il suo programma di lavoro.

SINTESI

Dando seguito agli orientamenti già definiti dai Consigli europei di Lisbona (giugno 1992), Corfù (giugno 1994) e Essen (dicembre 1994) e alle proposte della Commissione, l'Unione europea (UE) ha deciso di istituire un nuovo contesto per le sue relazioni con i paesi del bacino mediterraneo in vista di un progetto di partenariato. Questo progetto si è concretato in occasione della conferenza di Barcellona che ha riunito, il 27 e 28 novembre 1995, i quindici ministri degli Esteri degli Stati membri dell'UE e quelli dei seguenti dodici paesi terzi mediterranei (PTM): Algeria, Cipro, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Malta, Marocco, Siria, Tunisia, Turchia e Autorità palestinese. La Lega degli Stati arabi e l'Unione del Maghreb arabo (UMA) sono state invitate così come la Mauritania (in qualità di membro dell'UMA).

La conferenza ha gettato le basi di un processo che avrebbe dovuto portare all'istituzione di un quadro multilaterale di dialogo e di cooperazione tra l'UE e i paesi terzi mediterranei. In occasione di questo incontro, i 27 paesi partecipanti hanno adottato all'unanimità una dichiarazione e un programma di lavoro. La dichiarazione euromediterranea definisce, infatti, un quadro multilaterale che associa strettamente gli aspetti economici e di sicurezza e comprende, inoltre, la dimensione sociale, umana e culturale.

Sin dal preambolo, i partecipanti affermano la loro volontà di superare il classico bilateralismo che ha contrassegnato a lungo le relazioni euromediterranee, investendole di una dimensione nuova, fondata su una cooperazione globale e solidale. Ne deriva un contesto multilaterale e durevole che poggia sullo spirito di partenariato, pur nel rispetto delle specificità proprie di ogni partecipante. Il nuovo contesto multilaterale è, comunque, complementare al consolidamento delle relazioni bilaterali.

D'altro canto, il partenariato euromediterraneo non intende sostituirsi alle altre azioni ed iniziative intraprese a favore della pace, della stabilità e dello sviluppo della regione. I partecipanti sostengono il conseguimento di una soluzione pacifica giusta, globale e durevole nel Medio Oriente basata sulle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e sui principi menzionati nella lettera di invito alla conferenza di pace per il Medio Oriente tenutasi a Madrid, segnatamente il principio "terra in cambio di pace".

Il nuovo partenariato globale euromediterraneo si articola in tre assi principali:

Il partenariato politico e di sicurezza

I partecipanti alla conferenza di Barcellona hanno deciso di istituire un dialogo politico globale e regolare, a complemento del dialogo bilaterale previsto dagli accordi di associazione. Inoltre, la dichiarazione definisce alcuni obiettivi comuni in materia di stabilità interna ed esterna. Le parti si impegnano ad agire in conformità della Carta delle Nazioni Unite e della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, come pure di altri obblighi a norma del diritto internazionale, segnatamente quelli risultanti dagli strumenti regionali ed internazionali. Sono più volte ribaditi i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali (comprese la libertà di espressione, la libertà di associazione, la libertà di pensiero, di coscienza e di religione). La dichiarazione precisa che occorre accogliere favorevolmente, mediante il dialogo tra le parti, gli scambi di informazioni su questioni attinenti ai diritti dell'uomo, alle libertà fondamentali, al razzismo ed alla xenofobia.

Le parti si impegnano ad introdurre lo Stato di diritto e la democrazia nei loro sistemi politici, riconoscendo in questo quadro il diritto di ciascun partecipante di scegliere e sviluppare liberamente il suo sistema politico, socioculturale, economico e giudiziario.

I firmatari si sono inoltre impegnati a rispettare la loro uguaglianza sovrana, l'uguaglianza di diritti dei popoli e il loro diritto all'autodeterminazione. I partecipanti hanno inoltre convenuto che le relazioni tra i loro paesi poggiano sul rispetto dell'integrità territoriale, sul principio di non intervento negli affari interni e sulla composizione pacifica delle controversie.

Le parti hanno inoltre convenuto di combattere il terrorismo, la criminalità organizzata e il flagello della droga in tutti i suoi aspetti.

Le parti si sono inoltre impegnate a promuovere la sicurezza regionale, adoperandosi, tra l'altro, a favore della non proliferazione chimica, biologica e nucleare mediante l'adesione e l'ottemperanza ai regimi di non proliferazione sia internazionali che regionali, nonché agli accordi sul disarmo e sul controllo degli armamenti. Le parti perseguono l'obiettivo di creare un'area mediorientale priva di armi di distruzione di massa.

Il partenariato economico e finanziario

La creazione di una zona di prosperità condivisa nel Mediterraneo presuppone necessariamente uno sviluppo socioeconomico sostenibile ed equilibrato nonché il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni, l'aumento del livello di occupazione e la promozione della cooperazione e dell'integrazione regionale.

Per il conseguimento di tali obiettivi, i partecipanti convengono di stabilire un partenariato economico e finanziario che sia volto a:

La zona di libero scambio (ZLS) sarà instaurata grazie ai nuovi accordi euromediterranei e agli accordi di libero scambio stipulati tra gli stessi paesi terzi mediterranei. Le parti hanno fissato la data del 2010 come meta per la graduale realizzazione di questa zona che coprirà la maggior parte degli scambi, nel rispetto degli obblighi risultanti dall'Organizzazione mondiale per il commercio (OMC). Saranno progressivamente eliminati gli ostacoli tariffari e non tariffari al commercio per quanto riguarda i prodotti manufatti, secondo scadenzari che saranno negoziati tra i partner. Il commercio dei prodotti agricoli e gli scambi in materia di servizi saranno progressivamente liberalizzati.

Per facilitare la realizzazione di questa zona di libero scambio euro-mediterranea, l'UE e i PTM hanno definito quattro settori prioritari:

Il programma di lavoro prevede alcune misure concrete destinate a promuovere il libero scambio, come l'armonizzazione delle norme e delle procedure doganali, l'armonizzazione delle norme e l'eliminazione degli ostacoli tecnici ingiustificati agli scambi di prodotti agricoli.

L'intensificazione della cooperazione e della concertazione a livello economico tra l'UE e i PTM riguarda in modo prioritario alcuni settori importanti:

Le parti convengono inoltre di elaborare un programma di priorità riguardo ad altri settori, come le infrastrutture di trasporto, lo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e l'ammodernamento delle telecomunicazioni. Si impegnano inoltre a rispettare i principi del diritto marittimo internazionale, ad incoraggiare la cooperazione tra collettività locali e a favore della pianificazione territoriale, nonché a promuovere la cooperazione nel settore statistico e riconoscono inoltre che la scienza e la tecnologia hanno un considerevole influsso sullo sviluppo socioeconomico.

La realizzazione di una zona di libero scambio e il successo globale del partenariato euromediterraneo poggiano su un rafforzamento della cooperazione finanziaria e su un potenziamento sostanziale dell'assistenza finanziaria fornita dall'UE. Il Consiglio europeo di Cannes ha convenuto di prevedere per tale assistenza finanziaria stanziamenti per un importo pari a 4.685 miliardi di euro per il periodo 1995-1999 sotto forma di fondi del bilancio comunitario. A ciò si aggiungono l'intervento della Banca europea per gli investimenti (BEI), sotto forma di prestiti di importo simile, e gli aiuti bilaterali degli Stati membri.

Il partenariato sociale, culturale e umano

Ai sensi della dichiarazione di Barcellona, le parti hanno convenuto di instaurare un partenariato in ambito sociale, culturale ed umano finalizzato al ravvicinamento e alla comprensione tra popoli e ad una migliore percezione reciproca. Il partenariato si fonda da un lato, sul delicato compromesso tra l'esistenza, il riconoscimento e il rispetto reciproco di tradizioni, di culture e di civiltà diverse su entrambe le sponde del Mediterraneo e dall'altro, sulla valorizzazione delle radici comuni.

In tale ottica, la dichiarazione di Barcellona e il suo programma di lavoro pongono l'accento su:

Seguito della conferenza

Al fine di garantire un controllo della realizzazione degli obiettivi del partenariato, la dichiarazione prevede riunioni periodiche dei ministri degli Esteri dei partner mediterranei e dell'UE. Le riunioni sono preparate da un "Comitato euromediterraneo per il processo di Barcellona" che si riunisce periodicamente a livello di alti funzionari. Il comitato è incaricato inoltre di fare il punto della situazione, dare una valutazione del seguito del processo di Barcellona ed aggiornare il programma di lavoro.

Le diverse azioni decise nel quadro del partenariato saranno oggetto di verifica attraverso riunioni tematiche ad hoc di ministri, alti funzionari e esperti, scambi di esperienze e di informazioni, contatti tra i partecipanti della società civile o con qualsiasi altro mezzo appropriato.

Dopo l'ultimo allargamento, il 1° maggio 2004, due nuovi partner mediterranei (Cipro e Malta) hanno aderito all'Unione europea. Il partenariato euromediterraneo riunisce pertanto 35 membri, 25 Stati membri dell'UE e 10 partner mediterranei (Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Autorità palestinese, Siria, Tunisia e Turchia).

ATTI CONNESSI

Il programma MEDA

Il programma MEDA , avviato nel 1995, è il principale strumento finanziario per l'attuazione del partenariato euromediterraneo e delle sue attività. Il sostegno fornito consente ai paesi interessati di conseguire tre obiettivi: rafforzare la stabilità politica e la democrazia in uno spazio comune di pace e di sicurezza, creare una zona di prosperità economica condivisa e sostenere la creazione di una zona di libero scambio tra l'UE e i partner mediterranei entro il 2010; istituire legami più stretti fra i popoli di questi paesi tramite partenariati culturali, sociali ed umani.

Nel periodo 1995-2001, MEDA ha rappresentato 5.071 miliardi di euro dei 6,4 miliardi di risorse di bilancio assegnati alla cooperazione finanziaria tra l'UE e i suoi partner. Queste sovvenzioni del bilancio comunitario vanno di pari passo con prestiti consistenti concessi dalla BEI.

Nel periodo in questione, l'86% delle risorse assegnate a MEDA sono state assegnate in modo bilaterale ai partner ammissibili del finanziamento bilaterale: Algeria, Egitto, Giordania, Libano, Marocco, Siria, Tunisia, Turchia e Autorità palestinese, mentre il 12% è stato stanziato per attività regionali (delle quali possono beneficiare i 12 partner mediterranei e i 15 Stati membri dell'UE). Il restante 2% è andato agli uffici assistenza tecnica.

Integrando le iniziative nazionali con un programma MEDA a livello regionale, si potrà assicurare la realizzazione degli obiettivi del partenariato euro-mediterraneo. L'attuazione delle attività nell'ambito di un programma regionale contribuisce, infatti, ad ottenere notevoli benefici in termini di efficacia o di impatto rispetto ad una molteplicità di programmi nazionali. Inoltre, alcuni dei problemi individuati presentano una dimensione transnazionale e, per essere risolti correttamente, richiedono una cooperazione regionale (o subregionale), in particolare nella prospettiva di un'integrazione Sud-Sud.

Dal 2002, le attività di cooperazione con la Turchia sono finanziate con una dotazione finanziaria a parte e non più tramite MEDA. Le attività sono pianificate ed eseguite dalla DG Allargamento.

MEDA si trova attualmente nella seconda fase di programmazione (2000-2006) con una dotazione di 5.350 miliardi di euro.

Conferenze euromediterranee

Dalla conferenza di Barcellona del 1995, si sono tenute altre sette conferenze euro-mediterranee dei ministri degli Esteri: a Malta nell'aprile 1997, a Stoccarda nell'aprile 1999, a Marsiglia nel novembre 2000, a Bruxelles il 5 e 6 novembre 2001, a Valencia, il 22 e 23 aprile 2002, a Napoli, il 2 e 3 dicembre 2003 e a Lussemburgo il 30 e 31 maggio 2005. Inoltre, si sono tenute riunioni informali di ministri degli Esteri a Palermo nel giugno 1998 e a Lisbona nel maggio 2000 (cosiddetti "think tank").

Nel corso della conferenza di Stoccarda, la Libia è stata accolta per la prima volta quale invitato speciale della presidenza e, successivamente, ha assistito alle conferenze di Marsiglia, Bruxelles e Valencia. La Libia ha attualmente uno statuto di osservatore.

La quinta conferenza euromediterranea dei ministri degli Esteri, svoltasi a Valencia il 22 e 23 aprile 2002, è stata considerata estremamente fruttuosa e ha impresso un nuovo slancio al processo di Barcellona.

I partecipanti alla conferenza di Valencia hanno adottato all'unanimità un piano d'azione da attuare quanto prima, il quale prevede diverse iniziative a breve e medio termine destinate a rafforzare i tre assi del processo di Barcellona:

La settima conferenza euromediterranea dei ministri degli Affari esteri, riunitisi a Lussemburgo il 30 e 31 maggio 2005 ("Barcellona VII"), ha permesso di valutare i risultati conseguiti e di discutere sugli orientamenti generali per il futuro del partenariato euromediterraneo. La riunione ha tra l'altro predisposto la riunione straordinaria ad alto livello che si terrà a Barcellona dal 27 al 29 novembre 2005 per celebrare il 10° anniversario del partenariato e definire una serie di azioni per il futuro. Questi due eventi costituiscono i punti culminanti dell'"Anno del Mediterraneo" 2005.

Ultima modifica: 26.07.2005